Al via all’Aran le trattative per il rinnovo del CCNL comparto 2025-2027

Naddeo: “Continuità negoziale indispensabile perché i miglioramenti nelle condizioni di lavoro siano reali”

Prossimo appuntamento sul comparto al 5 maggio; il 29 aprile si apre la contrattazione per medici e dirigenti sanitari

Roma, 22 aprile 2026 – Si è aperto oggi, nella sede dell’Aran, il tavolo negoziale con i sindacati rappresentativi per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Sanità per il triennio 2025-2027, che riguarda circa 593mila dipendenti del Servizio sanitario nazionale, chiamato a intervenire su aspetti economici, ordinamentali e organizzativi di particolare rilievo. La prossima riunione con le sigle sindacali per questo rinnovo è fissata al 5 maggio.

“Apriamo questo negoziato, con un clima positivo, a pochi mesi dalla sottoscrizione del Ccnl comparto Sanità, firmato alla fine del 2025. È un segnale concreto del fatto che la contrattazione pubblica ha ripreso il suo ritmo fisiologico”, sottolinea il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, al termine della seduta. “La continuità negoziale – aggiunge – non è un valore soltanto formale, ma è premessa necessaria perché i miglioramenti nelle condizioni di lavoro siano reali e non promesse sempre rinviate. Il nostro obiettivo è che questo contratto consolidi quanto costruito e compia un ulteriore passo in avanti: un Ssn in cui le competenze siano riconosciute, le condizioni di lavoro adeguate alla responsabilità di chi opera ogni giorno per la salute dei cittadini e il lavoro nel servizio pubblico torni a essere una scelta attrattiva”.
Dopo l’avvio della trattativa per il comparto, il prossimo appuntamento all’Aran è fissato per il 29 aprile alle ore 15, con la convocazione del tavolo negoziale per l’Area Sanità, che comprende circa 138mila dirigenti medici, sanitari, veterinari e delle professioni sanitarie.

Contenuti sul tavolo
Il negoziato si apre con risorse definite: 512,35 milioni di euro lordi per il 2025, 1.024,71 milioni per il 2026 e 1.537,06 milioni a regime dal 2027, pari al 5,4% del monte salari 2023. A queste si aggiungono i 480 milioni di euro stanziati dalla legge n. 199/2025 per l’incremento dell’indennità di specificità infermieristica.

Quattro gli assi strategici indicati nell’atto di indirizzo del Comitato di Settore Regioni-Sanità: rafforzare l’attrattività del Ssn, migliorare le condizioni di lavoro, completare il sistema di ordinamento professionale e valorizzare la digitalizzazione.
Sul versante economico, il confronto riguarderà la distribuzione degli incrementi tra stipendio tabellare e trattamento accessorio. Sul piano dell’ordinamento professionale, il tavolo dovrà completare il nuovo sistema di classificazione in cinque aree introdotto dal Ccnl 2022-2024, con l’istituzione del profilo del tecnologo alimentare, la regolamentazione della figura del social media e digital manager e il completamento del sistema degli incarichi.
È inoltre prevista una revisione organica del sistema indennitario, con l’obiettivo di aggiornare i valori più anacronistici, ridurre le sovrapposizioni tra le diverse voci e rendere più trasparente l’applicazione degli istituti contrattuali.
Completano l’agenda negoziale il welfare contrattuale, la prevenzione del burn out, la tutela dei lavoratori fragili e il contrasto alle aggressioni nei luoghi di lavoro, insieme all’ipotesi di un testo unico contrattuale che raccolga e coordini le disposizioni stratificate dei contratti vigenti.

COMUNICA

NURSIND

“Siamo fiduciosi e determinati a portare avanti in questa nuova tornata negoziale tutti gli obiettivi che avevamo già prefissato a monte della sottoscrizione del precedente contratto. Anzi, possiamo ben dire che aspettavamo con ansia l’avvio di questa trattativa proprio perché fermamente intenzionati a dare un contributo concreto per chiudere il prossimo Ccnl entro l’anno e arrivare così al rinnovo, per la prima volta nella storia della contrattazione, entro la scadenza”. Lo dice il segretario nazionale del Nursind, Andrea Bottega, al termine della prima riunione all’Aran sul contratto di comparto 2025-2027.
“A cinque mesi dalla firma dell’accordo 2022-2024, oggi ci siamo seduti nuovamente al tavolo con la consapevolezza che è necessario da un lato fare i dovuti aggiustamenti al testo vigente per migliorare il quadro giuridico e dall’altro aggiornare gli importi economici per ridurre il più possibile il gap tra salario e inflazione. Per noi, infatti, è prioritario rimettere mano al sistema degli incarichi, sia a quelli di elevata e media complessità e sia all’incarico di base. Ma è altrettanto urgente, sul fronte economico, rivedere il sistema delle indennità”.
“Partiamo da un comparto che conta 11mila unità di personale in più rispetto al 31 dicembre 2021 – ricorda il segretario del Nursind – e da una disponibilità economica di 1 miliardo 537 milioni di euro a partire dal 2027 (pari al 5,4 % del monte salari), cui vanno aggiunte altre risorse quali i 445 milioni e i 193 milioni destinati, a decorrere dal 2026, rispettivamente all’indennità di specificità infermieristica e all’indennità di tutela del malato. Nella distribuzione delle risorse però questa volta una corsia preferenziale va assolutamente data al personale turnista”.
Secondo Bottega pertanto, “è necessario valorizzarlo attraverso un aumento dell’indennità notturna e l’estensione del diritto alla mensa o al buon pasto sostitutivo. Non è possibile, infatti – incalza – che tale diritto continui ad essere riconosciuto solo dalla giurisprudenza. Dobbiamo far sì che il Ccnl renda il lavoro disagiato un po’ più attrattivo anche per cercare di tenere in piedi il sistema”.
“Chiediamo di fare presto e bene. Per questo motivo – conclude Bottega – abbiamo dato la nostra piena disponibilità pure ad incontri ravvicinati per chiudere i lavori entro l’estate e firmare la pre-intesa in tre mesi”.

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