Cinquant’anni di consultori familiari, si spazia dalla maternità alla contraccezione

Era il 29 luglio 1975 quando la legge 405 istituiva i consultori familiari, segnando una svolta epocale nella sanità italiana. Cinquant’anni dopo, quel presidio pubblico pensato per accompagnare le persone nelle scelte più intime della vita – dalla maternità alla contraccezione, dalla genitorialità alla salute relazionale – è in crisi. I numeri parlano di una rete in contrazione, con forti diseguaglianze territoriali e carenze di personale. Eppure, in alcune realtà come Milano, i consultori continuano a crescere e innovare, dimostrando che il modello è ancora attuale. Tra campagne sindacali, richieste di finanziamenti e dati incoraggianti, si riaccende il dibattito sul futuro di uno dei servizi più emblematici della sanità di prossimità.

Cinquant’anni fa l’Italia compiva un passo decisivo nella tutela della salute delle donne e della famiglia. I consultori familiari nascevano come luoghi pubblici, gratuiti, multidisciplinari, pensati per offrire ascolto, consulenza e assistenza in ambiti delicati e spesso invisibili. Oggi, a mezzo secolo di distanza, il bilancio è fatto di luci e ombre.

Secondo l’ultima Relazione al Parlamento, nel 2022 erano attivi 1.819 consultori, pari a 0,6 ogni 20 mila abitanti, ben al di sotto del gold standard previsto dalla legge. Due anni prima, nel 2020, se ne contavano circa 100 in più. Solo Valle d’Aosta, Emilia-Romagna e Umbria rispettano i parametri minimi. “La legge prevede un consultorio ogni 20mila abitanti, ma oggi siamo a uno ogni 32mila, con una riduzione del 40%”, denuncia la Cgil nazionale e Fp Cgil, che in occasione dell’anniversario ha lanciato una campagna per difendere e rilanciare questi presidi.

Il sindacato chiede un “finanziamento aggiuntivo e vincolato per i consultori pubblici” e “assunzioni mirate in tutte le Regioni per garantire équipe multidisciplinari, senza obiettori di coscienza”. Inoltre, sottolinea la necessità di “impedire la presenza di associazioni e movimenti antiabortisti all’interno dei consultori”, per preservarne la neutralità e la laicità.

Anche il Sindacato Medici Italiani (Smi) si unisce all’appello. “I nuovi bisogni di salute indotti dai cambiamenti demografici e sociali rendono i consultori familiari servizi ancora più necessari”, afferma Ludovico Abbaticchio, presidente nazionale Smi. “Occorre una forte azione per difenderli, potenziarli e garantirli in ogni territorio, superando le profonde diseguaglianze esistenti”.

Silvia Vaccari, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (Fnopo), invita a “ripensare il consultorio, adattandolo ai cambiamenti sociali e culturali”. Secondo lei, “serve una rete più flessibile, capillare, inclusiva”.

A Milano, l’ASST Fatebenefratelli Sacco celebra il cinquantesimo anniversario con dati da record. I suoi sette consultori hanno erogato oltre 51.000 prestazioni nel 2024, con un incremento di circa 8.000 rispetto all’anno precedente, e assistito più di 31.000 utenti. “I servizi e le prestazioni erogate sono cresciuti in modo strutturato e personalizzato”, commenta Paola Pileri, Responsabile del Coordinamento dei Consultori Familiari e Adozioni dell’ASST. “Dimostrano come rappresentino sempre più un riferimento di prossimità per la salute e il benessere delle famiglie”.

Tra i servizi in crescita spicca il percorso nascita, con 579 bilanci ostetrici di prima visita e 716 di controllo. Il servizio di Home Visiting post-partum ha preso in carico quasi 700 puerpere, garantendo continuità assistenziale anche a domicilio. È stato avviato anche un progetto innovativo per la gestione della patologia mammaria in allattamento, in collaborazione con i punti nascita.

Sul fronte della salute riproduttiva, le visite ginecologiche hanno superato quota 6.500, con un incremento del 40% delle ecografie e un aumento dell’inserimento di dispositivi intrauterini. La prevenzione è al centro: nel 2024 sono stati eseguiti oltre 14.800 test di screening per il tumore del collo dell’utero, con il consultorio di Piazzale Accursio in testa per adesione.

Grande attenzione anche ai più giovani: gli Spazi Giovani hanno registrato oltre 1.100 interventi, con una drastica diminuzione di gravidanze e IVG tra le minorenni. L’attività nelle scuole è cresciuta del 60% negli istituti coinvolti e del 63% negli studenti raggiunti. L’area psicosociale ha visto un incremento del 3% delle prestazioni ad accesso spontaneo, mentre resta alta l’attenzione ai casi di Tutela Minori e Adozioni.

Cinquant’anni dopo, i consultori familiari restano un presidio fondamentale. Ma per continuare a esserlo, serve una volontà politica chiara, investimenti mirati e una visione moderna della salute. La legge 405 è ancora in vigore. Il miglior modo per celebrarla è attuarla fino in fondo.

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