Covid, il virus circola in forma attenuata. Ma picchia duro anche d’estate

Ripartono i contagi, indice di trasmissione in crescita, nuovi appelli alla prudenza. Fa discutere il caso di Stash, il cantante dei The Kolors che ha interrotto il tour per curarsi: “Ho avuto paura di morire”

La pandemia da Covid-19 ha segnato un’epoca, trasformando radicalmente il modo in cui viviamo, lavoriamo e ci relazioniamo. Dopo oltre tre anni di martellamenti, il SarsCoV2 ha perso la sua virulenza, è stato soppiantato da ben altre notizie di cronaca. Tuttavia, come accade spesso nei fenomeni mediatici, con il ritorno alla normalità, la quiete non equivale alla scomparsa del problema. La circolazione del virus continua, seppur in forma attenuata, e gli esperti invitano a non abbassare la guardia, soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione. In questo senso, anche episodi individuali possono riaccendere l’attenzione, come dimostra quanto accaduto in questi giorni al cantante Stash, a letto con la febbre, e non è un caso isolato.

Il frontman dei The Kolors ha annunciato in un video (vedi fermo immagine qui sopra, da Instagram) di aver contratto il Covid-19. L’artista si è visto costretto a fermare il tour per curarsi, e afferma di aver rivissuto le apprensioni provate all’epoca della pandemia, quando era stato ricoverato in ospedale. “Sono spaventato”, ha scritto, “ho avuto paura di morire”. Parole che hanno colpito l’opinione pubblica, considerazioni che hanno spinto l’epidemiologo Gianni Rezza, igienista infettivologo dell’Università Vita Salute San Raffaele di Milano, a rilasciare un commento autorevole: “SarsCoV2 circola ancora, e non deve essere oggetto di negazionismi”, ha sottolineato in una dichiarazione rilanciata dall’Ansa.

I dati dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) confermano un leggero aumento dei contagi nella settimana del 20 agosto. L’indice di trasmissibilità Rt è salito a 1,34 (rispetto all’1,12 del 29 luglio), segnalando una ripresa della diffusione del virus. L’occupazione dei posti letto in area medica è pari all’1,1% (652 ricoverati), in lieve aumento rispetto alla settimana precedente, mentre quella in terapia intensiva è scesa allo 0,2% (18 ricoverati). I tassi di ospedalizzazione restano più elevati tra gli anziani: 11 ricoveri per milione di abitanti nella fascia 80-89 anni e 18 tra gli over-90.

“La curva epidemica mostra un aumento dei casi in diversi paesi europei alla 27ª settimana”, ha osservato il professor Rezza, citando i dati dell’ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie). “Il livello di ospedalizzazioni e decessi resta basso, ma rimuovere del tutto il problema può non essere saggio. SarsCoV2 resta un virus capriccioso, con una stagionalità ancora non ben assestata”. Anche se la variante Omicron attualmente dominante non colpisce più primariamente i polmoni, l’infezione può ancora rappresentare una minaccia per le persone fragili. “In queste categorie, prevenirne le conseguenze, anche grazie ai richiami vaccinali, può essere importante”, ha aggiunto.

A condividere questa posizione è anche l’epidemiologo Cesare Cislaghi, che sulla rivista “Epidemiologia e Prevenzione” ha ricordato come nella settimana precedente si siano registrati dieci decessi in Italia. Secondo l’esperto, una delle cause dell’aumento dei contagi potrebbe essere la maggiore promiscuità sociale delle settimane estive, soprattutto nei locali chiusi e climatizzati, dove l’aerazione è spesso insufficiente. Inoltre, i dati di luglio dell’Iss mostrano che più dei tre quarti dei soggetti positivi sono asintomatici. “Dal punto di vista clinico è una buona notizia”, ha spiegato, “ma dal punto di vista della circolazione del virus significa che è impossibile interrompere la catena dei contagi quando non si sa chi sia contagioso”.

Nessun allarme, per carità, ma un invito alla prudenza. “In questa situazione di non emergenza il consiglio è quello di avere molta attenzione, se contagiati, a non diffondere il virus, e, se fragili, a considerare l’opportunità di effettuare un nuovo richiamo vaccinale”, ha concluso l’epidemiologo. “Per il resto, bisogna osservare la circolazione del virus, senza autoconvincersi che tutto sia finito; forse presto potrebbe essere così, ma invece potrebbe accadere che il virus rialzi la testa, e questo non è oggi un rischio che si possa ritenere del tutto scongiurato”.

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