Disfunzione erettile: quando è colpa della prostata

Intervista al professor Andrea Militello, urologo andrologo, endocrinologia e medicina antiaging. Docente presso l’Università Ostrava e ACS di Malta, Comitato tecnico scientifico Yamamoto

Spesso, quando si sente parlare di disfunzione erettile, ovvero l’incapacità di indurre e mantenere un’erezione che sia soddisfacente per il rapporto, si tende a chiedere al paziente una serie di esami. “Quasi sempre esami del sangue classici e il dosaggio del testosterone”, spiega il professor Andrea Militello, urologo andrologo, endocrinologia e medicina antiaging. Docente presso l’Università Ostrava e ACS di Malta, Comitato tecnico scientifico Yamamoto. “Talvolta anche il PSA plasmatico, in quanto indicatore di possibili malattie della prostata che, sotto alcuni aspetti, può influenzare l’erezione. Difficilmente si chiedono invece esami e dosaggi di molecole e vitamine che, invece, hanno un’importanza fondamentale nella gestione della risposta erettile”. 

Che ruolo ha la vitamina D?

“La vitamina D, ormone steroideo precursore del testosterone, è una molecola fondamentale per l’equilibrio ormonale nell’uomo. Inoltre attiva il 3% del nostro genoma, è responsabile del potenziamento dello scudo immunitario ed è indispensabile per la salute del nostro sistema vascolare”, risponde Militello. “Questo perché tende a proteggere l’endotelio, cioè il tessuto di rivestimento delle arterie, e quindi è responsabile di una salute cardiovascolare che si ripercuote in maniera diretta su quella che è l’efficienza erettile – in più ci sono recettori per la vitamina D a livello del testicolo e dei corpi cavernosi. Ricordiamoci quindi di dosare la vitamina D e di guardare i valori che non devono attestarsi sui valori minimi di 25-30, ma avere l’ambizione di raggiungere valori ottimali di 60-70 ng/ml. Un’altra molecola di cui si tiene poco conto è l’omocisteina, responsabile di un ridotto rilascio dell’ossido nitrico, ossia la molecola protagonista della vasodilatazione e dell’erezione. Se in eccesso, tende a inibire l’erezione stessa. L’omocisteina è anche indicata a livello cardiovascolare, quindi non solo erettile, come marcatore di rischio per il cuore. Ecco allora che è indispensabile dosare sempre l’omocisteina insieme all’acido folico, che rientra nel metabolismo dell’omocisteina. Quando è basso, abbiamo spesso livelli alti di omocisteina”.

Quale terapia?

“La terapia è una dieta che contiene acido folico e vitamina D ma, vista la scarsa presenza di queste molecole nei cibi conservati, è indispensabile la loro integrazione quotidiana anche attraverso, nel caso della vitamina D, l’esposizione solare. Per quanto riguarda l’acido folico, si chiama così perché è presente nelle foglie larghe, si consiglia l’integrazione con Vitamina B9, B12 e B6 metilate. Le vitamine del gruppo B metilate permettono di far sì che l’omocisteina venga metabolizzata, trasformata in metionina e cisteina e non si accumuli nel corpo”.  

Le cause possono anche essere psicologiche?

“La disfunzione erettile può avere origine organica e dunque a livello del funzionamento dell’organismo, oppure essere legata a un problema di tipo psicologico”, replica l’andrologo.

Può accompagnarsi ad altre disfunzioni?

“Gli uomini con disfunzione erettile sperimentano la fatica ad avere un’erezione e/o a mantenerla”, conclude Militello. “Se il problema ha origine organica può esservi un calo nella frequenza delle erezioni spontanee mattutine. Può esservi inoltre la concomitanza con altre disfunzioni della sfera sessuale come l’eiaculazione, che quando l’erezione non è completa può diventare precoce e il calo del desiderio sessuale. L’uomo che fatica a ottenere l’erezione spesso evita del tutto i rapporti sessuali per paura di insuccesso, con tutte le complicanze psicologiche (depressione, ansia, bassa autostima) che questo comporta”.

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