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La musica dal vivo entra nelle terapie intensive e diminuisce l’ansia dei pazienti. Lo studio del gruppo di studenti di Medicina di Bologna

Tre concerti di violino e due concerti di arpa si sono tenuti all’interno di una camera di un paziente ricoverato in terapia intensiva respiratoria. È accaduto presso la Pneumologia di Bologna (UNIBO). Hanno suonato alcuni studenti di medicina con l’obiettivo di monitorare quello che la musica dal vivo può fare sul paziente. L’ansia del paziente è nettamente diminuita durante il concerto.

Tre concerti di violino e due concerti di arpa si sono tenuti all’interno delle camere d’ospedale di pazienti ricoverati in terapia intensiva respiratoria, presso il reparto di pneumologia di Bologna (UNIBO). I cinque concerti si sono tenuti prima della pandemia da Covid da un gruppo di studenti di medicina

Si tratta dello studio condotto da alcuni studenti di medicina con l’obiettivo di monitorare quello che la musica dal vivo può fare sui pazienti ventilati meccanicamente. La loro ansia è nettamente diminuita durante il concerto.  

Questa esperienza è stata portata da Stefano Nava, direttore dell’Unità operativa di pneumologia e terapia intensiva respiratoria e professore ordinario di malattie dell’apparato respiratorio dell’Università Alma Mater di Bologna, durante il congresso “La musica incontra la medicina. Ritmo, suoni e salute”, in programma fino al 25 novembre a Padova. 

Stefano Nava è attuale reviewer di molte riviste internazionali, membro del Faculty of 1000 of Medicine dal 2005, membro della Top 100 Italian Scientists al 34 posto della Clinical Science.

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