L’intelligenza cognitiva si eredita dalla madre ed è legata al cromosoma X

Un nuovo studio scientifico, pubblicato su Scienze biology, un’importante rivista ad impact factor, conferma che l’intelligenza cognitiva della progenie viene ereditata dalla madre ed è dunque legata al cromosoma X (quest’ultimo nelle bambine è in doppia dose e uno dei due cromosomi è ereditato dalla linea materna del padre. In tutte le cellule, inoltre, uno dei due X viene inattivato a caso a formare il corpo di Barr). Ma torniamo alla ricerca: un gruppo di scienziati dell’Università di Cambridge ha riacceso i riflettori sul ruolo e la funzione dei geni presenti sul cromosoma X e sulle proteine codificate da quelli ereditati dalla madre e su come possano svolgere un ruolo fondamentale nella formazione del cervello. Lo studio risaliva al 2016 ma è stato poi aggiornato alla fine dello scorso anno. “Fino ad ora abbiamo dato per scontato che l’intelligenza dipendesse sia dai geni del padre sia che da quelli della madre – scrivono gli autori – tuttavia secondo questa nuova ricerca, l’intelligenza dipende dal cromosoma X della madre. Quindi semplificando una madre intelligente avrà figli intelligenti anche se i loro padri non lo sono.
Ma come sono stati identificati i cromosomi X contenenti tali “geni condizionati”? Si è scoperto che questi tratti di Dna codificante si comportano in modo diverso a seconda della loro origine e possiedono un marcatore biochimico unico che consente di tracciare la loro ascendenza. Questi marcatori pertanto rivelano se sono attivi o meno all’interno delle cellule della progenie. Orbene, se lo stesso gene è ereditario dal padre viene disattivato. Altri geni, invece, funzionano al contrario e si attivano solo se provengono dal padre ma in aree cerebrali diverse. 
Secondo questo nuovo studio dunque, al netto delle condizioni ambientali e delle diverse esperienze di vita e di formazione che condizionano fortemente l’espressione del potenziale genetico, i geni di una donna, della mamma, vanno direttamente alla corteccia cerebrale di un embrione e qui svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo delle aree corticali e sottocorticali dell’encefalo deputate e implicate nell’attenzione, nella memoria, nella consapevolezza, nella percezione, nel pensiero, nel linguaggio e nella coscienza. Allo stesso modo i geni del padre hanno una localizzazione in altre aree cerebrali, in particolare il sistema limbico. Quest’ultimo è un complesso di strutture cerebrali situato alla base della corteccia, cruciale per emozioni, memoria, motivazione e comportamento istintivo (come attacco-fuga) altamente conservati nell’evoluzione filogenetica in quanto fondamentali per l’adattamento ad un ambiente ostile. Spesso queste qualità definiscono il cosiddetto “cervello emotivo”, che coordina risposte emotive, olfattive e legate all’apprendimento attraverso componenti come istintuali come l’ippocampo (memoria), amigdala (emozioni) e ipotalamo (funzioni collegate tra mente e corpo). La presenza dei geni del padre è inoltre cruciale per lo sviluppo. Gli scienziati hanno scoperto che quando gli embrioni sono alimentati nella placenta solo dai geni della madre e poi trasferiti nell’utero, muoiono.

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