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Perchè è strategico un PDTA della cirrosi epatica

Il documento si propone di ottimizzare l’assistenza al paziente con cirrosi epatica rendendo in tal modo possibile una presa in carico globale del malato mediante il corretto utilizzo delle risorse dedicate

Con lo scopo di fornire un modello organizzativo adeguato alla presa in carico e alla gestione del paziente affetto da cirrosi epatica, l’Agenzia Sanitaria Regionale della Regione Abruzzo (ASR) ha attivato un Gruppo Tecnico Regionale per l’elaborazione del Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (PDTA) della cirrosi epatica.

L’applicazione del PDTA è finalizzata all’ottimizzazione della gestione del paziente attraverso il raggiungimento di specifici obiettivi, tra cui:

  • individuazione precoce del paziente cirrotico e presa in carico da parte del medico di medicina generale e dello specialista;
  • uniformità diagnostica, terapeutica e di follow up;
  • prevenzione del ritardo nel riferimento del paziente allo specialista;
  • scelta condivisa di trattamento sostitutivo in ciascun paziente;
  • sensibilizzazione e informazione al paziente e ai suoi familiari/caregiver sui fattori di rischio modificabili.

Il documento, che si propone di ottimizzare l’assistenza al paziente cirrotico rendendo in tal modo possibile una presa in carico globale del malato mediante il corretto utilizzo delle risorse dedicate, si articola in: fase della diagnosi; fase della terapia; fase del follow-up.

Nell’ambito dell’approccio diagnostico, al paziente con sospetto di cirrosi epatica viene sottolineata l’importanza della gestione condivisa del paziente basata sulla stretta collaborazione tra il medico di medicina generale e il medico specialista mediante una chiara individuazione dei rispettivi compiti.
Il documento individua, inoltre, le categorie di pazienti che devono essere seguite prevalentemente dal medico di medicina generale o dallo specialista, sottolineando comunque l’importanza di una presa in carico condivisa.

Grande attenzione viene posta all’azione di counselling effettuata dal medico di medicina menerale che ha il compito importante di guidare il paziente e i suoi familiari, in sintonia con lo specialista, verso un intervento di educazione mirato a conoscere la malattia.

Obiettivo finale dell’intervento è l’empowerment, processo attraverso cui il soggetto acquisisce la conoscenza del problema necessaria per la partecipazione attiva e consapevole alle scelte terapeutiche. Il percorso del paziente affetto da cirrosi epatica si conclude con un programma di stretta sorveglianza per la diagnosi precoce delle complicanze della malattia. Vengono al tale scopo individuati i profili di monitoraggio per i pazienti la cui gestione è affidata prevalentemente al medico di medicina generale o allo specialista, specificandone le indagini di follow-up e la tempistica.

Una specifica sezione del documento è, infine, dedicata al monitoraggio e alla gestione delle complicanze della cirrosi epatica, tra cui l’ascite, le infezioni e l’epatocarcinoma.

Il documento si conclude con una sezione dedicata al tema delle cure palliative del paziente con malattia in fase terminale con l’obiettivo di garantire un elevato standard qualitativo delle cure del fine-vita.

Le volete sfogliare il numero dedicato alla cirrosi epatica, seguite questo link.

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