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Virus respiratorio sinciziale (RSV): via libera Ue al vaccino per i maggiorenni

Dopo l’abbattimento dei casi di bronchioliti nei neonati, grazie alla profilassi con anticorpi monoclonali effettuata a tappeto negli ultimi due anni proposta a tutti prima delle dimissioni dai punti nascita, ora si pensa di estendere i vantaggi della prevenzione con la vaccinazione, disponibile per gli adulti, per rispondere ai numerosi casi di polmoniti registrate quest’anno insieme a quelle provocate da altri virus stagionali come quello dell’influenza, parainfluenzali e i coronavirus. Infezioni virali che spesso aprono la strada a sovrainfezioni batteriche di difficile gestione che hanno ingolfato e continuano ad impegnare le prime linee degli ospedali.
Il Virus respiratorio sinciziale (VRS) è stato infatti tra quelli che quest’anno (ma anche nelle scorse stagioni) ha contribuito alla diffusione di infezioni stagionali nell’adulto. “Parliamo di un virus comune e contagioso – avverte Vincenzo Tipo, presidente della Simeup la Società scientifica di medicina di emergenza e urgenza pediatrica – causa principale di infezioni respiratorie e bronchioliti, specialmente nei neonati e nei bambini piccoli, dove provoca spesso bronchioliti e polmoniti, accompagnandosi a sintomi come tosse, febbre, naso che cola e respiro affannoso, richiedendo a volte la ospedalizzazione. Si trasmette facilmente tramite goccioline respiratorie in inverno. La gestione è sintomatica, ma la prevenzione (igiene delle mani, profilassi per i più vulnerabili) è cruciale. Con la profilassi abbiamo visto calare drasticamente i casi compresi quelli più gravi”.
Le novità come detto arrivano per gli adulti con il via libera dell’Ue alla profilassi per tutti gli adulti dai 18 anni.
La Commissione europea ha fatto scattare il disco verde all’estensione dell’indicazione del vaccino RSV di GSK a tutti gli adulti dai 18 anni in su. Il vaccino era finora autorizzato solo per gli over 60 e per i soggetti a rischio a partire dai 50 anni. Spetta ora ai Paesi dell’Unione Europea rendere disponibile il vaccino all’intera popolazione adulta, ampliando formalmente la platea potenziale di utilizzo. Secondo i dati epidemiologici in area UE esiste una media di 158.000 adulti dai 18 anni in su che subisce ricoveri ogni anno per patologie correlate all’infezione da RSV. Negli adulti, rispetto ai bambini, questo virus è tra l’altro correlato ad un rischio più elevato di complicanze gravi e a una mortalità superiore. Tra l’altro i casi peotrebbero essere molti di più vista lo scarso ricorso a test specifici il cui utilizzo è limitato solo ai grandi ospedali e ai reparti di malattie infettive. Va ricordato che il via libera in Europa da parte di Ema non comporta automaticamente l’inserimento del vaccino nei programmi vaccinali o la rimborsabilità a carico dei sistemi sanitari nazionali e le modalità di utilizzo, le raccomandazioni e l’eventuale accesso a carico del Servizio sanitario nazionale con un determinato prezzo di rimborso oggetto devono ora passare al vaglio delle agenzie regolatorie dei singoli paesi. I vantaggi dell’estensione della vaccinazione alla popolazione maggiorenne è in fase di valutazione anche negli Stati Uniti e in Giappone.

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