Presentata l’iniziativa per aggiornare l’articolo 119 del Codice della Strada e superare norme considerate ormai obsolete per conseguire l’idoneità alla guida, alla luce della moderna gestione del diabete
L’evoluzione della medicina, l’arrivo di tecnologie innovative e la crescente attenzione alla qualità di vita delle persone con patologie croniche stanno spingendo le istituzioni a ripensare normative nate in un contesto completamente diverso. Tra queste, anche le regole che regolano l’idoneità alla guida, un ambito in cui sicurezza stradale e tutela delle prerogative individuali devono trovare un equilibrio aggiornato e coerente con le conoscenze scientifiche attuali. È in questa cornice che si inserisce il disegno di legge presentato presso la Sala Caduti di Nassirya di Palazzo Madama (foto sotto). L’obiettivo è chiaro: semplificare e modernizzare le procedure per il rilascio e il rinnovo della patente di guida per le persone con diabete, intervenendo sull’articolo 119 del Codice della Strada, che regola l’accertamento dei requisiti fisici e psichici necessari alla guida.
“Le norme attuali vanno superate e aggiornate perché non tengono conto dei progressi della medicina”, ha affermato Antonio De Poli, promotore dell’incontro, aprendo i lavori. Il senatore De Poli ha sottolineato come il testo miri a “raggiungere un equilibrio giusto e responsabile tra due esigenze fondamentali: la sicurezza della circolazione stradale e il diritto delle persone con diabete alla libertà di movimento e a non essere discriminate”. Un equilibrio che, secondo De Poli, può essere raggiunto riconoscendo i cambiamenti radicali avvenuti nella gestione clinica del diabete. “Insieme con l’Associazione italiana diabetici vogliamo dare una risposta concreta a tutte le persone che convivono con il diabete, promuovendo norme più giuste, più moderne e più attente alla dignità delle persone”, ha aggiunto. All’iniziativa hanno partecipato, tra gli altri, Manuela Bertaggia, Presidente FAND – Associazione Italiana Diabetici, e il diabetologo Claudio Tubili, che hanno portato il punto di vista delle persone con diabete e della comunità scientifica. Bertaggia ha ricordato come la questione non riguardi solo un adempimento burocratico, ma aspetti profondi della vita quotidiana. “Quando si parla di patente di guida per le persone con diabete non si parla semplicemente di una procedura amministrativa, ma di vita quotidiana, di autonomia, di lavoro, di dignità”, ha dichiarato. Secondo la Presidente FAND, quando la normativa diventa “più gravosa del necessario” si crea una distanza tra istituzioni e cittadini, alimentando un senso di ingiustizia. Bertaggia ha evidenziato come negli ultimi quindici anni la gestione del diabete sia cambiata profondamente, riducendo in modo significativo il rischio di ipoglicemie gravi impreviste, un tempo principale motivo di preoccupazione per la guida. Per questo FAND esprime parere favorevole al Disegno di Legge S. 1650 e auspica che nella fase attuativa vengano coinvolte società scientifiche e associazioni dei pazienti.
Un contributo tecnico è arrivato dal diabetologo Claudio Tubili, che ha offerto una lettura aggiornata delle procedure di accertamento dell’idoneità alla luce delle nuove terapie e tecnologie. “Le attuali opzioni terapeutiche confermano sempre di più che la persona con diabete può essere definita, in linea con l’OMS, un ‘sano condizionato’ piuttosto che un malato”, ha spiegato. Lo specialista ha ricordato come i sistemi automatici per l’erogazione insulinica e i sensori del glucosio dotati di funzioni predittive abbiano aumentato la sicurezza nella vita quotidiana, migliorando la gestione consapevole della glicemia e riducendo il rischio di episodi imprevisti. “Questi strumenti supportano la persona in modo automatico e pertanto consentono una semplificazione dei percorsi di assegnazione e rinnovo della patente di guida”, ha aggiunto. Il diabetologo ha sottolineato che ciò vale ancor più per il diabete di tipo 2 non trattato con insulina, dove i farmaci attualmente disponibili non espongono al rischio di ipoglicemia e presentano un profilo di sicurezza elevato. Naturalmente, ha precisato, ogni valutazione deve inserirsi “nel contesto di un giudizio clinico complessivo del diabetologo curante”.
Il disegno di legge presentato in Senato si colloca dunque in un momento in cui la scienza offre strumenti sempre più efficaci per una gestione sicura e autonoma del diabete, mentre le norme vigenti risentono ancora di un’impostazione legata al passato. L’iniziativa di De Poli, sostenuta da associazioni e clinici, punta a colmare questo divario, aggiornando il quadro regolatorio in modo da rispecchiare la realtà attuale e garantire alle persone con diabete un trattamento equo, proporzionato e rispettoso della loro autonomia. La discussione parlamentare che seguirà sarà decisiva per trasformare questa proposta in un cambiamento concreto. Ma il messaggio emerso dalla conferenza è già chiaro: la modernizzazione delle norme sulla patente per le persone con diabete non è solo un atto tecnico, ma un passo verso una società più inclusiva, capace di riconoscere i progressi della medicina e di tradurli in diritti effettivi.





