Le malattie cardiovascolari continuano a rappresentare la principale emergenza sanitaria in Europa e in Italia, non solo per l’elevato numero di decessi, ma anche per l’impatto sulla qualità della vita e sulla disabilità.
È da questa consapevolezza che ha preso le mosse il convegno “Cuori sicuri. Italia capofila nell’attuazione della strategia europea Safe Hearts Plan”, organizzato da Motore Sanità su iniziativa dell’Intergruppo Parlamentare “Prevenzione e Riduzione del Rischio”, con il contributo incondizionato di MSD, tenutosi a Roma il 23 aprile scorso.
Al centro del dibattito “Cuori Sicuri”, il Safe Hearts Plan, strategia europea volta a rafforzare prevenzione, diagnosi precoce e gestione delle patologie cardiovascolari, ambito in cui l’Italia è chiamata a colmare un ritardo ancora significativo.
Tra le voci istituzionali, Elena Murelli, Presidente dell’Intergruppo Parlamentare Genomica e Genetica e Presidente dell’Intergruppo Parlamentare Malattie Cardiocerebrovascolari, ha sottolineato l’urgenza di un’azione concreta e coordinata. “Il Safe Hearts Plan è importante per due motivi: le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte, di disabilità e di invalidità in Italia e in Europa”, ha spiegato.
Un dato che impone una risposta strutturata, anche alla luce del fatto che altri Paesi si sono già mossi in questa direzione. “La Spagna è stata la prima ad adottare un piano nazionale, poi è arrivato un piano europeo. L’Italia, però, questo piano ancora non ce l’ha. Dobbiamo muoverci rapidamente per costruire un percorso specifico e garantire una strategia efficace”.

Un passaggio fondamentale, secondo Murelli, riguarda la comunicazione e la consapevolezza, soprattutto tra le donne. “Circa centomila donne muoiono ogni anno per malattie cardiovascolari. Spesso tendono a trascurare i sintomi e il proprio stato di salute. È quindi necessario rafforzare l’informazione e la prevenzione proprio su questa fascia della popolazione”.
Accanto alla sensibilizzazione dei cittadini, emerge anche il tema della formazione dei professionisti sanitari. “È fondamentale investire sulla formazione dei medici, in particolare dei medici di medicina generale, affinché sappiano riconoscere tempestivamente i sintomi e indirizzare correttamente i pazienti”.
Il convegno ha quindi ribadito la necessità di un approccio integrato: politiche sanitarie dedicate, campagne di informazione mirate e un rafforzamento delle competenze cliniche. Solo così sarà possibile ridurre l’impatto delle malattie cardiovascolari e allineare l’Italia alle migliori pratiche europee, trasformando il Safe Hearts Plan in una concreta opportunità di salute pubblica.
Elena Murelli, Presidente Intergruppo Parlamentare Genomica e Genetica e Presidente
Intergruppo Parlamentare Malattie Cardiocerebrovascolari




