Dalla World Immunization Week scaturisce un messaggio universale: i vaccini restano un pilastro di salute pubblica per bambini, adulti e anziani, soprattutto contro le infezioni respiratorie
La prevenzione vaccinale è uno dei cardini della sanità pubblica. In un mondo in cui le infezioni respiratorie continuano a rappresentare una insidia significativa, persino d’estate, l’immunizzazione torna al centro del dibattito internazionale con la World Immunization Week, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (info su www.virusrespiratori.it). Il tema scelto per quest’anno, “For every generation, vaccines work”, richiama una verità ormai consolidata: i vaccini non sono un intervento circoscritto all’infanzia, ma un percorso continuativo (vita natural durante, ndr) che accompagna la persona lungo tutto l’arco dell’esistenza umana, proteggendo bambini, adolescenti, adulti e anziani.
Secondo Fabrizio Pregliasco, direttore scientifico di VirusRespiratori (osservatorio supportato da Chiesi, CSL Seqirus e GSK, ndr), la vaccinazione rappresenta uno degli strumenti più sicuri e verificati della medicina moderna. “I vaccini continuano a dimostrare la loro capacità di prevenire malattie, complicanze e ricoveri. Parlare di immunizzazione oggi significa adottare una visione ampia, che accompagna la persona lungo tutto il corso della vita. Non possiamo più pensare alla prevenzione come a qualcosa di limitato all’età pediatrica, ma come a un percorso continuo che richiede consapevolezza, aggiornamento delle coperture e responsabilità condivisa tra cittadini, operatori sanitari e istituzioni”.
La vaccinazione ha contribuito in modo determinante a ridurre la mortalità infantile e il peso delle malattie infettive, costruendo una vera e propria eredità di salute che attraversa le generazioni. La protezione individuale si traduce infatti in un beneficio collettivo, grazie all’immunità di comunità che tutela anche le persone più fragili, impossibilitate a vaccinarsi. Tuttavia, il calo delle coperture registrato negli ultimi anni ha mostrato quanto questo equilibrio sia fragile e quanto sia necessario rafforzare una comunicazione chiara, empatica e basata sulle evidenze scientifiche.
La protezione dei bambini si conferma un momento fondamentale. “Le vaccinazioni in età pediatrica non solo riducono il rischio di malattie infettive anche gravi, ma rappresentano il primo passo per costruire una cultura della prevenzione che accompagna l’individuo per tutta la vita”, sottolinea Gian Luigi Marseglia, professore ordinario di Pediatria all’Università di Pavia e Presidente SIAIP, Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica. Informare correttamente le famiglie e supportarle nel percorso vaccinale significa gettare le basi di una protezione solida, con effetti positivi sull’intera comunità. L’edizione 2026 della campagna OMS pone al centro l’approccio “life-course”, che considera la vaccinazione come un processo continuo. L’invecchiamento della popolazione e la maggiore vulnerabilità alle infezioni respiratorie rendono essenziale mantenere aggiornate le coperture anche in età adulta, attraverso richiami e nuove vaccinazioni capaci di ridurre complicanze e ricoveri nei soggetti più fragili.
“In un quadro epidemiologico in continua evoluzione, la vaccinazione si conferma una delle strategie più efficaci e sostenibili per ridurre riacutizzazioni, ricoveri e mortalità nei pazienti con patologie respiratorie croniche”, ha scritto Enrica Intini, responsabile del Gruppo di Studio Patologie Infettive Respiratorie e Tubercolosi AIPO-ITS/ETS. La specialista Ricorda inoltre la pubblicazione, nell’aprile 2025, del documento nazionale “Strategie di vaccinazione nelle malattie respiratorie”, frutto della collaborazione tra quattro Società Scientifiche italiane, che ribadisce la necessità di difendere la vaccinazione come strumento fondamentale di immunizzazione lungo tutto il corso della vita.
La vaccinazione, oltre a proteggere il singolo, contribuisce alla sicurezza della collettività. L’immunità di comunità resta un elemento essenziale per tutelare i più vulnerabili, ma richiede coperture elevate e stabili. La World Immunization Week 2026 rilancia quindi un messaggio chiaro: la prevenzione vaccinale è un investimento di salute pubblica, un pilastro per la sostenibilità dei sistemi sanitari e una responsabilità condivisa.




