Glioblastoma, con ozono in pillole +40% di sopravvivenza

Maria Triassi (Società di Igiene): «Entro un anno la sperimentazione a Napoli, unica in Italia, in collaborazione con l’Università di Genova e l’Ospedale del Mare»

«Entro un anno partirà una sperimentazione clinica innovativa per il trattamento del glioblastoma, che coinvolgerà attivamente il Policlinico Federico II di Napoli». Lo annuncia la professoressa Maria Triassi, vicepresidente della sezione campana della Società di Igiene, a margine di un incontro dell’Associazione Europea dei Professori Emeriti, tenutosi a Pozzuoli (NA) sul tema One Health. «La sperimentazione – prosegue Triassi – avverrà in collaborazione con l’Università di Genova e l’Ospedale del Mare con il dottor Giuseppe Catapano, e aprirà le porte a una nuova frontiera nell’uso dell’ozono nel trattamento del cancro». Triassi spiega poi che «i vaccini possono essere un potente strumento di prevenzione terziaria, per la prevenzione delle malattie croniche e della disabilità. Il rapporto tra vaccini e malattie croniche è ormai consolidato – dice – si pensi al vaccino per l’HPV, che serve non solo a prevenire l’infezione nelle donne giovani, ma anche a prevenire la malattia grave nelle donne adulte». Sempre a margine dell’incontro tenuto a Pozzuoli, il professor Alberto Izzotti, ordinario di Medicina preventiva all’Università di Genova, ha chiarito che quella di Napoli sarà la prima sperimentazione in Italia sull’impiego dell’ozono contro il glioblastoma. «Un trattamento che non sostituisce la radioterapia e i protocolli già efficaci, ma che apre la strada a risultati straordinari». Sperimentazioni svolte negli Stati Uniti su circa 100 pazienti hanno evidenziato che l’impiego dell’ozono in pillole (oggi comunemente utilizzato in forma gassosa) «aumenta del 40% la sopravvivenza al glioblastoma. Altrettanto importante – prosegue il professor Izzotti – è l’aumento della stabilizzazione della malattia che, va ricordato, con protocolli vecchi di vent’anni presenta una letalità del 95%». Facile comprendere l’attesa per la sperimentazione che partirà a Napoli con l’impiego dell’ozono in pillole, non più in forma gassosa. «Le capsule orali sono realizzate con un vettore lipidico e consentono al paziente di assumerle facilmente due volte al giorno – conclude Izzotti –. È una sperimentazione che promette grandi risultati».

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