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Lunghe liste d’attesa per accedere ai servizi della sanità pubblica. Il problema c’è, soprattutto per gli anziani

Un punto di ascolto dei cittadini che hanno problematiche con le liste d’attesa ed è boom di chiamate: quasi 50.000 in 9 mesi, poco meno di 200 chiamate in media al giorno, e 24.000 interventi attivati a loro supporto.

Questo è il bilancio che emerge da un’analisi del Centro Studi Economia Sanitaria di Senior Italia FederAnziani sui primi 9 mesi di attività di Pronto Senior Salute, il punto di ascolto e supporto dei cittadini che hanno problematiche con le liste d’attesa attivato da Senior Italia FederAnziani.

Il servizio aiuta coloro che si vedono fissare appuntamenti con tempistiche difformi da quanto previsto dal piano nazionale per il governo delle liste d’attesa per il triennio 2019-2021. Il punto d’ascolto li supporta a ottenere il rispetto da parte dei CUP dei tempi indicati dai medici all’interno delle prescrizioni per le visite specialistiche, gli esami diagnostici e i ricoveri e troppo spesso ignorati al momento dell’assegnazione degli appuntamenti.

Sul totale di 49.986 chiamate, 23.950 sono stati gli interventi attivati dagli operatori di Pronto Senior Salute. Di questi il 49% si sono risolti immediatamente dopo il primo invio tramite Pec di una richiesta d’aiuto direttamente alla ASL, mentre per il 35% dei casi l’intervento si è risolto dopo l’invio di una Pec di sollecito o dopo una chiamata di sollecito, per un complessivo 84% di interventi che sono stati risolti grazie a Pronto Senior Salute. Nei primi nove mesi di lavoro sono state quindi ben 20.118 le problematiche dei cittadini italiani sulle liste di attesa risolte grazie a Pronto Senior Salute, la quasi la totalità di quelle attivate.

Emergono gravi difficoltà, sia nel Nord che nel Centro e nel Sud, per le liste d’attesa in ambito oculistico (18,3% di tutte le chiamate), e a seguire nell’ambito della cardiologia (11,6% delle chiamate), della pneumologia (8,4%), dell’endocrinologia (6,3%). Tra i dati più rilevanti anche, relativamente agli uomini, la problematica urologica (4,2% delle chiamate). Problemi non solo con le visite specialistiche, ma anche con gli esami specialistici, tra i quali emergono in termini percentuali le risonanze magnetiche (al primo posto con il 23,5%), le ecografie (19,7%), le TAC (14,0%) e le endoscopie (10,9%).

Le grandi difficoltà per le lunghe liste d’attesa non sono tanto quelle di dare risposte ai cittadini, quanto piuttosto quella, molto forte, da parte dei cittadini stessi di utilizzare i CUP delle ASL, perché tutto è affidato ancora molto alle prenotazioni tramite le farmacie o tramite la parte informatica, e, soprattutto su quest’ultimo aspetto, i cittadini over 65, spesso, scontano ancora un gap digitale che, per essere superato, necessita di una vera e propria alfabetizzazione informatica.

Nei territori dove si è attivato un rapporto più forte con le farmacie, per esempio nel Lazio e nella Puglia in special modo, è giunto un maggior numero di telefonate e c’è stata una maggiore interazione tra cittadino, farmacia e Senior Italia FederAnziani, segno tangibile dell’efficacia di questa sinergia con conseguenti miglioramenti di gestione delle liste d’attesa.

Senior Italia FederAnziani rende plauso a tutte le Asl che si sono adoperate con estrema professionalità e grande vicinanza ai soggetti over 65 per risolvere immediatamente queste problematiche di prenotazioni e di liste d’attesa; alcune ASL sono state fin troppo veloci, a parere dei cittadini. È stato possibile realizzare il servizio Pronto Senior Salute grazie alla piena collaborazione di Federfarma.

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