Hiv: Lanzarin al convegno di Padova richiama all’urgenza della prevenzione e dell’informazione

A Padova si è tornati a parlare di Hiv come di una sfida ancora attuale, troppo spesso sottovalutata. In occasione del convegno “L’infezione da Hiv, l’epidemia silente di cui non si parla abbastanza”, organizzato da Motore Sanità con il contributo di ViiV Healthcare e il patrocinio di Azienda Ospedale Università Padova, Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids, Anlaids Padova e Cittadinanzattiva Regione Veneto, Manuela Lanzarin ha lanciato un messaggio chiaro: non abbassare la guardia.

“La malattia oggi è diventata cronica ed è silente”, ha spiegato la Presidente della V Commissione Politiche Socio Sanitarie del Consiglio Regionale del Veneto, Manuela Lanzarin, sottolineando come i 2.350 nuovi casi all’anno rappresentino un segnale inequivocabile: “Non sono pochi, vuol dire che l’infezione sta ancora circolando”.
Accanto a questo dato, Lanzarin ha però evidenziato anche gli aspetti positivi dei progressi scientifici: “C’è una cura, c’è un’aspettativa e una qualità di vita. Si può convivere con questa malattia”. Un messaggio che mira a ridurre stigma e paura, ma senza minimizzare il problema.

Il punto centrale resta però un altro: la prevenzione. “L’elemento principale rispetto ai nuovi casi è l’investimento in prevenzione”, ha ribadito, richiamando anche le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che considera la prevenzione un pilastro fondamentale. Un investimento che, ha precisato, “non dà risultati immediati né economicamente tangibili, ma nel tempo permette di raggiungere obiettivi importanti e di razionalizzare la spesa sanitaria”.

Fondamentale anche il ruolo dell’informazione e della comunicazione: accompagnare i pazienti nel percorso di diagnosi e garantire aderenza e continuità terapeutica sono passaggi cruciali per contenere la diffusione del virus.
Uno spazio particolare è stato dedicato alle nuove generazioni. “La responsabilità individuale fa la differenza”, ha affermato Lanzarin, sottolineando l’importanza della prevenzione nelle scuole attraverso la peer education, un modello basato sull’educazione tra pari. “Sono i ragazzi stessi a fare informazione tra di loro, rendendo tutti più consapevoli dei rischi e dell’importanza dei comportamenti”.

Il messaggio finale è diretto: l’Hiv non è scomparso. È meno visibile, ma ancora presente. E solo attraverso prevenzione, consapevolezza e responsabilità collettiva si può davvero contrastare quella che resta, a tutti gli effetti, un’ “epidemia silente”.

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