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Tumore al seno metastatico triplo negativo: cosa c’è di nuovo

Grazie ai progressi compiuti dalla ricerca scientifica negli ultimi anni, oggi le terapie per il tumore del seno metastatico sono sempre più efficaci e su misura.

Campagne di prevenzione, screening di massa e ricerca scientifica stanno assicurando sempre più tempo alle donne colpite da tumore al seno: grazie a diagnosi precoci e a terapie efficaci, in Italia la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi riguarda oggi l’88% dei casi, mentre il numero assoluto dei decessi è diminuito del 6,8% nel 2021 rispetto al 2015. Ma questo ancora non vale per il tumore al seno triplo negativo, una forma particolarmente aggressiva che colpisce frequentemente donne sotto i 50 anni e contro la quale l’imperativo terapeutico assoluto è proprio non perdere tempo, data la sua alta predisposizione a evolvere in metastasi.

Rispetto a un recente passato, aumentare l’aspettativa ma anche la qualità della vita per le pazienti con mTNBC risulta oggi una sfida possibile: questo è il messaggio della prima campagna di sensibilizzazione promossa da Gilead, attiva fino a tutto gennaio 2023, con la partecipazione di AIOM e delle Associazioni Pazienti.

“AIOM promuove una campagna di sensibilizzazione sul carcinoma mammario triplo negativo sui profili istituzionali social della Società scientifica e organizza una serie di webinar rivolti alle centinaia di associazioni di pazienti, che saranno diffusi in diretta streaming su AIOM Tv” afferma Saverio Cinieri, Presidente Nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica). “L’obiettivo è parlare di questa forma di carcinoma mammario, per illustrare, da un lato, la complessità del percorso di cura, dall’altro, i progressi delle terapie e le prospettive della ricerca. Il progetto avrà una forte ricaduta sui social media”.

In Italia circa 37.000 donne convivono con un tumore mammario metastatico, di cui il 6-7% si presenta alla diagnosi già in fase avanzata (metastatica) e la sopravvivenza globale mediana è di circa 18 mesi. Il tumore del seno metastatico è caratterizzato da aspetti delicati e che condizionano la qualità di vita della paziente, legati in particolare alla cronicità della malattia. La peculiarità del tumore del seno metastatico è la sua capacità di espandersi ad altre aree del corpo rispetto al seno, sua sede di origine.

Attraverso le vie linfatiche e i vasi sanguigni, le cellule tumorali intaccano in particolare polmoni, cervello, fegato e apparato scheletrico, proliferando e determinando nuove masse tumorali; queste metastasi possono svilupparsi qualche anno dopo l’insorgenza del tumore al seno. Tra i fattori di rischio principali della comparsa del tumore del seno metastatico si annoverano l’età di insorgenza del tumore primario e il suo stadio iniziale, le sue caratteristiche molecolari e la presenza di mutazioni genetiche. A differenza del tumore del seno che può andare incontro a una remissione completa, il tumore del seno metastatico è, a eccezione di casi particolari, una patologia cronica. Sebbene sia trattabile con terapie sempre più efficaci, è perciò una condizione che accompagna la donna per il prosieguo della sua vita.

Grazie ai progressi compiuti dalla ricerca scientifica negli ultimi anni, oggi le terapie per il tumore del seno metastatico sono sempre più efficaci e su misura. Questo fa sì che i sintomi siano maggiormente controllabili, la malattia rallenti e la qualità di vita delle pazienti ne tragga un concreto giovamento, con un aumento significativo della sopravvivenza. Nello specifico, le terapie a bersaglio molecolare e gli anticorpi monoclonali rappresentano le opzioni più efficaci e utilizzate per cronicizzare la malattia e tenerla sotto controllo.

Considerando la complessa eterogeneità di questa patologia, una maggiore comprensione coordinata ed unificata dall’analisi delle differenti caratteristiche biologiche e molecolari del tumore triplo-negativo, sarà un passo importante verso la personalizzazione dei trattamenti con la possibilità di aumentare il beneficio clinico.

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