Distribuzione dei farmaci: ecco cosa chiedono i pazienti cronici

Formazione, interoperabilità dei sistemi e condivisione dei problemi legati alla cronicità da parte di tutti gli attori del sistema sanitari: questi gli aspetti chiave necessari, secondo Silvia Tonolo, Presidente ANMAR-Associazione nazionale malati reumatici, quando il tema è la distribuzione dei farmaci. 

Il tema è stato affrontato nel primo tavolo di lavoro organizzato da Motore Sanità, dal titolo “INNOVAZIONE FARMACEUTICA CHE SPINGE ALLA INNOVAZIONE ORGANIZZATIVA. NUOVI MODELLI DI DISTRIBUZIONE DELLE TERAPIE”. 

Di fronte al fenomeno della cronicità, di cui secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane soffre il 40% della popolazione italiana – sono 24 milioni gli italiani con una patologia cronica per una spesa sanitaria che sfiora i 67 miliardi di euro – emerge la necessità di una rinnovata modalità di approvvigionamento delle terapie per i pazienti cronici, problema che la pandemia ha evidenziato ulteriormente. Attività, che potrebbe essere delegabile al territorio ma che richiede una rapida revisione dei percorsi, consapevoli che si sta entrando in una nuova era che passa dalla distribuzione diretta del farmaco alla distribuzione per conto per arrivare alla home delivery attraverso nuove modalità. 

Secondo la presidente Tonolo serve meno burocrazia, che uccide il servizio sanitario, e soprattutto serve più condivisione con il paziente, che ha bisogno soprattutto di un servizio sanitario a misura di cronicità. 

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